Show omofobo
nel primo pomeriggio su Rai Due
Raidue - Programma ' l'Italia sul due ' dal titolo
"se il maestro di tuo figlio fosse gay ?"
- un intermezzo veramente avvilente e dequalificato
ancora una volta, anzichè processare l'ostilita'
sociale italiana e il pregiudizio strisciante si sono
messi i gay sul banco degli imputati - si sono invitati
personaggi deteriori del mondo cattolico integralista
e fondamentalista, genitori moralisti e bacchettoni-
il tutto rovesciando la prospettiva corretta e avvalorando
l'idea che i gay debbono o stare nascosti o sono un
"cattivo esempio"-non c'e' che dire un bel
risultato davvero : mentre nel resto dei paesi civili
dell'Europa essi si sposano e addirittura adottano i
figli, da noi ci si perde in sterili discussioni se
e' giusto o no che possano esistere gay insegnanti maestri
e professori.
La RAI ha dato ancora una volta il peggio di se stessa,
quando si tratta di parlare delle persone omosessuali:
sarà una vocazione di questa emittente nazionale,
dai tempi in cui li dileggiava crassamente con le performance
di comici di dubbia valenza artistica, che non sapevano
far altro che pescare nel più desueto repertorio
delle volgarità, fino a questi pseudo-programmi
"educativi" o dal sapore sociopedagogico,
che in realtà veicolano soltanto pericolosi approcci
ai problemi.
In realtà anzichè parlare della vita
difficile, della discriminazione che essi vivono in
una realtà come quella scolastica, ancora intrisa
di pregiudizio e emarginazione, si è preferito
dare addosso ai gay , sia insegnanti che magari studenti,
con aggressioni gratuite di personaggi dall'infima levatura
come i rappresentanti di Associazioni cattoliche integraliste,
tra l'altro disdegnati persino dai Vescovi, oppure genitori
moralisti e ossessionati dalla sessualità "non
canonica".
Uno scenario avvilente in cui non ha potuto destreggiarsi
neppure il presidente nazionale dell'Arcigay Sergio
Lo Giudice o il prof. Pietropolli Charmet, psicologo
dell'adolescenza, sicuramente più preparati sotto
ogni profilo.
Scadente anche l'intervista al noto cantante Roberto
Vecchioni, professore di liceo, che, nonostante le buone
intenzioni e l'ostentata pacatezza, è andato
a finire nel "pietismo", in una melassa di
falsi buoni sentimenti che non fanno altro che nascondere
un approccio sbagliato, offensivo e sostanzialmente
negativo della realtà omosessuale.
La RAI è retta attualmente da un Governo di
Centrodestra sempre attestato sinora su posizioni retrograde
e rozze dettate da profonda ignoranza su questo tema...tuttavia
va sottolineato che questo è purtroppo l'approccio
generalizzato di molta parte della società italiana
al fenomeno gay, che non ha prodotto in questi decenni
alcun progresso significativo e positivo, ma non si
deve nascondere che neppure nell'intellighenzia e nel
mondo della cultura che fa capo alla sinistra italiana
vi è una considerazione che vada al di là
della "tolleranza " quasi infastidita.
Una riflessione seria documentata che capovolga questa
prospettiva forse non e' mai neppure iniziata e la visione
confessionale del cattolicesimo sul tema inquina ogni
mente laica del paese. Questa e la situazione dequalificata
italiana dovuta a un governo dell'Ulivo durato cinque
anni e al successivo governo della destra che dura da
tre, mentre sono ormai dieci anni che la risoluzione
dell'Europa sui gay doveva cambiare lo status quo dei
loro diritti civili. Una copia della registrazione di
questa puntata verrà distribuita ai parlamentari
capigruppo al parlamento europeo ed agli operatori televisivi
e giornalistici europei di Bruxelles perché considerino
cosa si trasmette sui gay oggi in Italia.
Giovanni Felice Mapelli
Coordinatore Comitato Direttivo
dei Teologi
Centro Studi Teologici di Milano
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