 
|
… ma
se si tratta di lesbiche, transessuali e gay le gerarchie
cattoliche cercano di uccidere anche quella. Lettera
aperta dell’AGEDO sul caso del prete allontanato
dalla sua chiesa perché ha dato la parola ad
un omosessuale.
Si dice che la speranza è l’ultima a morire…
Ebbene noi genitori con figli o figlie omosessuali
e che teniamo alle nostre famiglie, non possiamo più
godere della speranza di vedere finalmente riconosciuti
i nostri figli, dopo l’ultimo atto discriminatorio
della chiesa, con la rimozione di Don Fabrizio Longhi
da parroco di
Rignano Garganico. Ci sembrava che il momento in cui
un giovane omosessuale, con la sua giovane mamma, ha
potuto parlare a Natale, in chiesa, di fronte a tutti,
mostrandosi nella sua “normalità”,
fosse di grande apertura: la chiesa cattolica aveva
finalmente capito che tutti
abbiamo diritto all’accoglienza, alla serenità,
all’amore, come disse Gesù.
Perché dunque la chiesa si oppone al benessere
di alcune persone, figurando nel frattempo al mondo
intero di essere per la pace, contro la discriminazione?
L’esclusione dei nostri figli è un puro
atto di violenza, è un atto di omofobia censurabile
al cospetto di Dio, è discriminazione, è
giudicare senza conoscere, è procurare malessere
a milioni di persone, anche a quelle che non credono
nell’istituzione chiesa perché la vostra
voce ha un riverbero potente sulle comunità.
Noi tutti, genitori dell’AGEDO, chiediamo che
questo provvedimento venga revocato in nome della giustizia
e del coraggio di un sacerdote che vuole applicare i
principi del cristianesimo all’umanità
intera, non solo a pochi eletti, anche a costo di dovere
subire provvedimenti dolorosi.
Paola Dall’Orto
Presidente dell’AGEDO
|