Rivelazioni
in televisione della persona considerata l’omicida
di Pisolini…
Pino Pelosi, per trent'anni considerato l’omicida
di Pier Paolo Pasolini, e che per questo ha trascorso
nove anni in carcere, cambia il corso di una vicenda
giudiziaria che a molti era sembrata chiusa in modo
frettoloso è dice: “Sono innocente, non
ho ucciso Pasolini”. Pelosi sceglie il piccolo
schermo per fare quella che può definirsi una
rivelazione chock. “Ho vissuto 30 anni nel terrore”,
spiega Pelosi in un’intervista di Franca Leosini
nel corso della trasmissione di Raitre “Ombre
del giallo”. Sul perchè solo adesso ha
deciso di cambiare la sua versione dell’omicidio
accaduto nel 1975 all’idroscalo di Ostia, risponde:
“Ora non ho più paura. Le persone che avevano
minacciato me e la mia famiglia, saranno anziane o morte”.
E aggiunge: “Questa è la verità,
che devo fare?”.
Nonostante le rivelazioni di Pelosi la Procura di Roma
non sembra intenzionata, al momento a quanto si apprende,
a riaprire le indagini sull'omicidio del regista-poeta
poichè le dichiarazioni fatte da Pelosi, condannato
a 9 anni per quel delitto, vengono ritenute “generiche”.
Chi non tace sono invece i legali di parte civile che,
tra l'altro, hanno appreso della nuova versione dei
fatti in diretta dalla viva voce di Pelosi perchè
ospiti della stessa trasmissione e ignari della nuova
versione. Per gli avvocati Nino Marazzita e Guido Calvi
(senatore Ds eletto nelle Marche, nel collegio Senigallia-Fano),
legali di parte civile nel processo, le dichiarazioni
fatte da Pelosi giustificano la riapertura delle indagini
da parte della magistratura sull' omicidio avvenuto
30 anni fa all’Idroscalo di Ostia.
“In questa confessione - è il parere di
Marazzita - c'è l'elemento preciso della notizia
criminis per la riapertura delle indagini. La prima
cosa che l’autorità giudiziaria dovrà
fare sarà quella di sentire Pelosi”. Secondo
il senatore Calvi “è doveroso che la magistratura
accerti la fondatezza di quanto dichiarato da Pelosi
e, se possibile, identifichi gli assassini che uccisero
barbaramente Pier Paolo Pasolini”.
La verità di “Pino la Rana” riaccende
i riflettori su un delitto “storico” e,
su quanto da più parti si sosteneva, che Pelosi
non fosse solo quella notte. “E' ora che emerga
tutta la verità - dice il regista Sergio Citti,
amico e attore nei film di Pasolini - Bisogna riaprire
l’inchiesta. Sono sempre stato convinto che Pelosi
fosse stato solo un’esca giusta”. Per il
deputato dei Verdi Paolo Cento “è giunto
il momento di riaprire questo capitolo anche per far
luce su eventuali coperture che gli assassini possono
aver avuto negli ambienti neofascisti”.
“Pelosi - ha detto Massimo Consoli, amico di
Pier Paolo Pasolini e uno tra i fondatori del movimento
gay in Italia - non sa più cosa inventarsi. Sono
passati 30 anni dall’uccisione e lui solo ora
si decide a dire la verità?”.
Filippo Crotoneo
Tratto da “Corriere Adriatico”
del 09/05/05
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