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Avevano chiesto
aiuto ad una coppia per farsi levare il malocchio a
Sassari…
Lui, 52 anni, è accusato di violenza sessuale
nei confronti di due vecchie conoscenze, padre e figlio,
storditi grazie a qualche pastiglietta nel corso di
sedute spiritiche improvvisate. Sua moglie, 47, è
invece finita sotto inchiesta per tentata estorsione:
insieme a suo marito avrebbe tentato di spillare ventimila
euro ai malcapitati, prospettandogli, altrimenti, sciagure
inenarrabili. Per ora sono finiti tutti e due sotto
inchiesta, a firma del sostituto procuratore Gianni
Caria. Le violenze si sarebbero perpetrate tra Osilo
e Sassari, dai primi mesi del 2003 al maggio 2004. Tutto
sarebbe andato avanti per quasi un anno e mezzo, senza
che nessuno dei due, padre e figlio, sospettasse di
nulla. La scoperta di essere stati oggetto di violenza
sessuale sarebbe dovuta a una visita medica infausta
per quegli strani dolori che da tempo affliggevano entrambi.
Strano, soffrire dello stesso disturbo. Il responso
è di quelli che fanno pensare: quelle irritazioni
e quei fastidi sono chiaramente attribuibili a un rapporto
omosessuale. Padre e figlio restano allibiti davanti
alle certezze granitiche del medico di famiglia. Le
ipotesi peggiori prendono corpo andando con la memoria
a ritroso, a quegli incontri in casa di quei conoscenti
con cui da qualche tempo condividevano la passione per
l'esoterismo. Candele, amuleti, spilloni e bamboline;
e poi quei bicchieri d'acqua, la testa pesante e quel
sonno improvviso. Non di rado avevano passato la notte
in quella casa delle streghe, senza sospettare di nulla.
Lo stordimento, anzi, addirittura legittimava le presenze
ultraterrene, evocate dal medium nelle sedute. Ma col
senno di poi e soprattutto con quella diagnosi, le cose
cambiano, così come i rapporti con quell'uomo
che fino a poco tempo prima gli metteva buone parole
con l'aldilà. Il rapporto degenera, cominciano
le telefonate anonime, le minacce di un futuro denso
di nubi. Nubi che possono essere allontanate, viene
loro detto, con ventimila euro. Un incubo, questo durato
fino al dicembre 2004 quando la famiglia vessata decide
di rivolgersi alla giustizia terrena. In un esposto
denuncia finisce un racconto sconcertante, trattato
con le molle dagli inquirenti. Padre e figlio vengono
ascoltati dalla polizia, su delega del magistrato. Alle
loro parole si aggiungono quelle della moglie che conferma
il tentativo di estorsione, con minacce di morte a loro
e ai parenti più prossimi, in alternativa ad
altre terribili disgrazie. Un mezzo per uscire da questo
tunnel c'era: pagare. Soltanto così il malocchio
avrebbe fatto un rapido dietrofront, puntando su altri
ignari obiettivi. Il fascicolo si arricchisce di lì
a poco: il magistrato decide di vederci chiaro e ordina
una perquisizione a tutto campo: viene messa sottosopra
l'abitazione del medium e di sua moglie, l'auto di proprietà,
un'altra casa. Si va alla ricerca di pastiglie di sonnifero
e qualsiasi altra sostanza che provoca stordimento e
sonnolenza. Si cerca anche tutto l'armamentario per
scacciare il malocchio, elencato con dovizia dalle vittime
e finito nei verbali a loro firma. Ultima cosa, si cercano
videocassette, giornali; materiale pornografico, insomma.
Quando gli agenti bussano in casa del medium, in bella
vista un decreto di perquisizione, marito e moglie cadono
dalle nuvole. Li accompagnano negli angoli più
remoti della casa, protestando la loro innocenza. Quello
è tutto un equivoco, non hanno fatto nulla di
male. Quei conoscenti avevano dei conti in sospeso e
per vendicarsi hanno preso la scorciatoia, inventandosi
un mucchio di frottole. Certo, un po' di materiale strano,
gli inquirenti, lo trovano. Vanno via da casa un'ora
dopo, con uno scatolone contenente un mazzo di tarocchi,
sette mozziconi di candele, decine di santini e madonne,
un cofanetto dal titolo meditativo, "Riti e preghiere
per tutte le situazioni della vita", un "Libro
infernale: tesoro delle scienze occulte". E decine
di pastiglie di Tavor, un potente tranquillante.
Patrizia Canu
Tratto da “L’Unione
Sarda” del 15/03/2005
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