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Gli Stati
Uniti ci abituano a tutto ormai, ma la storia di Wellesley
Jaye Ebert (il nome è di fantasia per preservare
la privacy di suo figlio) scrittrice indipendente del
Mid-West, assume contorni quantomeno spettacolari.
Wellesey adotta 11 anni fa Alex Michael, un bambino
di razza mista afro americana che la mamma non può
mantenere. Per lei e suo marito è la terza adozione,
con una procedura molto semplice tipica di alcuni stati
americani. In una famiglia multiculturale e democratica,
nel senso americano del termine, Alex riesce ad esprimere
se stesso senza problemi, confrontandosi con i suoi
genitori su tutti i fronti e trovando a casa un luogo
dove parlare di ogni cosa senza inibizioni.
la storia della carriera di alex comincia così
a quattro anni quando decide di partecipare ad una recita
amatoriale e convince i suoi genitori a mandarlo a scuola
di canto e di danza. Un piacere per una donna come Wellesey
che ha deciso di raccontare la propria storia in prima
persona sulle pagine della rivista GLBT Advocate. Comincia
per lei e per suo marito la scoperta del loro figlio
adottivo, delle sue passioni e dell'amicizia che lo
lega ad uno degli insegnanti della sua scuola di danza:
Daniel, gay dichiarato che vede in Alex un talento da
scoprire. Daniel ed il suo fidanzato diventano amici
di famiglia, una famiglia che si approccia ad una famiglia
omosessuale senza diffidenze e facendoli diventare parte
del proprio nucleo.
Alex comincia così una serie di recite teatrali,
scopre il piacere del travestimento per arte e del trucco,
sotto gli occhi prima stupefatti e poi piacevolmente
soddisfatti di una madre che, ex-maestra di asilo e
poi assistente sociale in agenzie di adozione, ha imparato
sulla propria pelle ad ascoltare i desideri dei bambini
ed ad assecondarli per favorire una crescita serena.
Il problema principale per Alex è però
la scuola, dove gli altri bambini lo scherniscono e
lo picchiano… impara a difendersi, ma soprattutto
trova in sua madre una persona con la quale parlare
delle difficoltà che incontra con i suoi coetanei
che cominciano a chiamarlo con nomi femminili. Alex
comincia a manifestare disordini della personalità
e Wellesey chiede un consulto: il terapista scopre gli
occhi alla mamma e sentenzia che Alex è iperattivo
e che la causa è un disordine di genere, disordine
che non va contrastato, ma assecondato, e che l'attività
teatrale può essere lo strumento migliore per
farlo.
Con l'aiuto di Daniel e della compagnia teatrale Alex
è stato in grado di ritrovare il proprio equilibrio,
di riuscire a trovare il suo spazio ed il suo tempo
ed oggi a 11 anni ha partecipato per la prima volta
nella sua vita ad un concorso di drag-queen. Concorso
che ha vinto di fronte alle lacrime di gioia di sua
madre che ha deciso di mettere insieme alle medaglie
ed ai gagliardetti dei concorsi scolastici delle sue
figlie, il trofeo "rainbow" guadagnato da
Alex, che in arte ora è conosciuto come Alexis
Love.
Ora lavora in un musical a New York dove ha una parte
fissa e grazie alla sua voce canta anche.
Una piccola storia fuori dal tempo e fuori dalla nostra
realtà: una famiglia che ha saputo guardare oltre
le apparenze ed il pensiero comune.
Una piccola storia felice, in attesa di viverne altre,
magari più vicine.
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