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San Saba:
il cadavere è stato trovato nell’appartamento
di via Aventina da un ragazzo romeno che lavora nel
ristorante
Il corpo era sul letto, coperto da un lenzuolo, tra
i denti stringeva dei fazzolettini di carta, accanto
c’era una mensola di legno e la cintura di un
accappatoio. Mauro Frontelli, 44 anni, proprietario
del ristorante “Luna Piena” a Testaccio,
è stato ucciso mercoledì notte (25/02,
n.d.r.) nel suo appartamento di San Saba: l’uomo
è stato strangolato. Il cadavere è stato
scoperto dai carabinieri, chiamati in via Aventina 3,
da un collaboratore di Frontelli. Il giovane, Ivan P,
era preoccupato perché ieri, Mauro, alle 2 del
pomeriggio non si era ancora visto al locale. «Mercoledì
è il giorno di chiusura del ristorante»,
ha detto Ivan agli investigatori, «e ci è
sembrato troppo strano che Mauro non si fosse fatto
neppure sentire. Sono andato a casa sua, ho suonato,
ma non ha risposto. Allora ho cominciato a temere che
gli fosse successo qualcosa, ho pensato a un malore».
Mauro Frontelli è stato trovato nudo, con le
mani legate dietro alla schiena da un altra cintura
d’accappatoio. Probabilmente è stato ucciso
tra mezzanotte e l’una e trenta di mercoledì
scorso. «Verso quell’ora ho sentito dei
passi e dei rumori che provenivano dall’appartamento»,
dice un vicino agli investigatori, «però
non mi sono meravigliato, in quella casa c’era
sempre un via vai di ragazzi».
E dai racconti di chi conosceva bene Mauro Frontelli,
viene fuori che l’uomo portava nel suo elegante
appartamento di San Saba, quattro stanze al terzo piano,
anche amici conosciuti da poco. Ragazzi nuovi di cui
si fidava, tanto da lasciarli soli a casa. Tra le ipotesi
investigative dei carabinieri del nucleo operativo di
via In Selci, guidati dal maggiore Giovanni Arcangioli,
c’è quella di un delitto a sfondo omosessuale.
Mauro Frontelli viveva da solo, tre mesi fa era andato
via di casa il suo coinquilino. Sulla targhetta del
citofono accanto al cognome Frontelli, c’è
anche quello di N. V., un suo amico di vecchia data.
Anche il telefono dell’appartamento di via Aventina
è intestato a N. V. Forse l’amicizia tra
i due è nata perché avevano in comune
la passione per il restauro. I carabinieri stanno aspettando
che V. torni dal suo viaggio in Oriente per sapere altri
particolari sulla vita del ristoratore. E’ probabile
che l’amico abbia conosciuto le ultime persone
frequentate da Frontelli.
Tutto, anche il più piccolo particolare potrebbe
essere utile alle indagini.
Dall’appartamento non sembra che manchi qualcosa,
e questo farebbe escludere, almeno per ora, il movente
della rapina. Sulla scena del delitto non ci sono segni
di colluttazione e la porta d’ingresso non era
chiusa a chiave: segno che Mauro Frontelli conosceva
l’assassino (ma potrebbe essere stato ucciso anche
da due o tre persone).
E resta un ultimo mistero: i fazzolettini tra i denti.
Secondo gli investigatori chi ha ucciso Mauro Frontelli
è dovuto scappare in fretta, e i fazzolettini
in bocca gli sono stati messi perché l’assassino
non aveva il tempo di accertarsi della morte dell’uomo.
Tappandogli la bocca avrebbe così evitato che
Frontelli potesse urlare e chiedere aiuto.
Gli investigatori sono sulle tracce di un giovane straniero
che ha frequentato Frontelli negli ultimi tempi. Sembra
che i due si siano visti anche mercoledì. I carabinieri
stanno esaminando i conti bancari del ristoratore, i
tabulati telefonici e le rubriche trovate a casa e nel
ristorante, in cerca di una traccia che potrebbe portarli
al movente o al nome dell’assassino.
«E’ incredibile, qui siamo frastornati»,
dice Alberto Boccanera, che ha un negozio di scarpe
in via Luca della Robbia, di fronte alla ”Luna
piena”. «Frontelli lo conoscevamo tutti,
era riuscito a portare la vita in questa strada, il
suo ristorante era sempre pieno di gente e a Roma lo
conoscono tutti. Non riusciamo proprio a pensare alla
fine che ha fatto».
Marco De Risi
Tratto da “Il Messaggero”
del 27/02/04 |