 
|
Un libro
ed uno scandalo senza fine in questi giorni. Ecco l’articolo
del Mattino…
“Si sta dando una eccessiva enfasi al patrocinio
di questa manifestazione. In fondo si presenta soltanto
un libro. Si tratta di procedure normali che non curo
direttamente io”. L’assessore alle Politiche
culturali, Ermanno Guerra, risponde seccato quando gli
si chiede del libro “L’uomo che Gesù
amava” presentato ieri sera nei locali di Spazio
Donna a Salerno.
Per tutta la giornata le voci sul possibile ritiro del
patrocinio da parte dell’amministrazione comunale
si sono rincorse tenendo banco nelle discussioni di
corridoio a palazzo di città. Ma il delegato
di giunta De Biase, devia questa domanda: non risponde
né affermativamente e neanche negativamente.
Taglia corto.
E se questa è la risposta di un assessore diesse,
per il suo collega della Margherita, il vicesindaco
Carmine Mastalia, “tutto ciò è assurdo.
Si stanno travalicando i limiti e il senso della morale.
Non so chi ha firmato questo provvedimento ma non si
può usare Gesù per cose del genere”.
Intanto in città si apre il dibattito. Anche
perché, a promuovere l’appuntamento, sono
state le due associazioni Arcigay e Arcilesbiche oltre
che alla Garcia Lorca.
Due anni fa, in consiglio comunale fu bocciata la proposta
di istituire un registro delle coppie di fatto. Sulla
questione, ci fu anche la “decapitazione”
in giunta dell’assessore verde Pierangelo Cardalesi.
È proprio lui che, da Modena, commenta quest’ultimo
“caso”. “Ho un grande rispetto per
la Chiesa – dice Cardalesi – ma credo che
si faccia troppo chiacchiericcio attorno a questa questione.
Ritengo, e ne ho avuto conferma quando due anni fa ho
partecipato al Gay Pride in Puglia, che la gente del
Sud accetti molto più facilmente di quanto non
si creda il rapporto gay. Mi auguro che questo sia un
segnale da parte del Comune di Salerno: forse il mio
sacrificio è valso a qualche cosa”.
“Non voglio scendere in polemiche – afferma
uno dei due autori del libro, Pasquale Quaranta –
credo che quest’opera sia soltanto un’occasione
per ribadire che siamo tutti figli di Dio. Nella prima
parte, ad opera di Gianni De Martino si parla dell’ipotesi
che Gesù potesse essere gay; nella seconda parte,
invece, io racconto la mia esperienza, quando sono stato
invitato a dire la mia, a raccontare la mia esperienza
dal pulpito, in Puglia, la vigilia di Natale”.
“Sì – dice ancora Quaranta –
io sono cattolico, ho frequentato la scuola cattolica
per otto anni”. E credo di non essere blasfemo”.
Erberto Manzo, consigliere della Margherita, cita invece
Jean Jacques Rousseau (“tutti gli uomini sono
uguali”) per affermare che “la legge da
applicare deve essere per tutti la stessa”. E
si chiede: “Il consiglio comunale non approvò
l’istituzione del registro delle coppie di fatto
nonostante io stesso affermai che la democrazia non
è una parola priva di significato e che bisogna
essere all’avanguardia soprattutto nel settore
della solidarietà. Ora, invece, con questo patrocinio
morale si confonde la prerogativa con la proprietà
privata: per i Romani il patrocinio era una forma di
protezione che un patrono concedeva ai propri clienti.
Oggi è il patronato di un ente sotto i cui auspici
si svolge una manifestazione”.
Ritiene invece “immorale” il commento di
don Franco Fedullo della Caritas, invece, il consigliere
Lorenzo Forte che, quando ancora militava con Rifondazione
comunista, fece della lotta gay un suo cavallo di battaglia.
“Non capisco come una persona che dovrebbe dedicare
la sua vita agli altri – commenta – è
così poco socievole verso il mondo omosessuale.
Fedullo ha dichiarato che questo libro si fonda su un
falso storico. Beh, lo invito a rileggersi la storia
oltre che questo testo: l’omosessualità
presso gli antichi era la regola. Basti pensare alla
civiltà greca”.
Crede invece che don Fedullo debba occuparsi “più
della comunità dei credenti salernitano e dei
loro luoghi di culto che dei gay”, il consigliere
di Socialismo è libertà, Francesco Colucci.
Petronilla Carillo
Tratto da “Il Mattino”
del 27/01/2005
|