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Il Centro
Studi Teologici di Milano assegna i premi San Sebastiano
2005 a chi si distingue nella difesa degli omosessuali…
Il Centro Studi Teologici di Milano conferisce il Premio
San Sebastiano
2005 a Don Fabrizio Longhi, a Pasquale Quaranta e alla
mamma Adelaide «per aver difeso la dignità
delle persone omosessuali».
MILANO – I Teologi laici del Centro Studi Teologici
– Centro Ecumenico di Milano conferiscono quest'anno,
nel giorno liturgico del 20 Gennaio, in cui la Chiesa
ricorda lo stesso martire cristiano, il Premio San Sebastiano
2005 a Don Fabrizio Longhi, Parroco di Rignano Garganico,
e a Pasquale Quaranta e alla mamma Adelaide «per
aver difeso la dignità delle persone omosessuali
con la loro testimonianza di vita e con l'omelia della
notte di Natale 2003 nella Chiesa pugliese». «A
Don Fabrizio che ha pagato con la destituzione dall'incarico
di Parroco della Comunità questa scelta e al
giovane giornalista e la sua mamma che hanno testimoniato
l'amore stesso di Dio per i suoi figli gay, nonostante
la durezza della Chiesa cattolica gerarchica, l'ostracismo,
la discriminazione e l'esclusione preconcetta, i Teologi
di Milano vogliono assegnare la benemerenza particolare
con la pergamena dorata e la statuetta del Santo Protettore
dei gay, da sempre venerato, per tradizione, dagli omosessuali
in tutto il mondo».
Dossier a cura dell'Arcigay di Milano al
link
Nel 2002 il Premio è stato consegnato a Don
Andrea Gallo e a mons. Jacques Gaillot. Il primo, della
comunità di San Benedetto al Porto, di Genova,
ebbe il coraggio di battezzare un giovane gay, Pablo
Lapi, del quale nessuno voleva occuparsi nella parrocchia
di Desio.
Mons. Jacques Gaillot,vescovo emerito di Evreux, attuale
vescovo di Partenia (una diocesi fittizia) subì
invece l'umiliazione delle gerarchie vaticane per aver
partecipato alle manifestazioni del Pride nel 2000.
Egli contestò l'integralismo e l'omofobia della
Chiesa. Disse: "La chiesa non ha mai chiesto perdono
ai gay neppure durante l'ultima persecuzione del nazismo.
Questo è un atto di grave ingiustizia e omissione".
Nel 2003 il Premio è stato consegnato a don Franco
Barbero con la seguente motivazione: "don Barbero
ha accolto presso la sua Comunità di Pinerolo
varie coppie gay, si è speso per la loro piena
integrazione sociale ed ecclesiale. Da anni gira le
città italiane invitato dalle comunità
omosessuali e da vari Enti pubblici a portare una parola
diversa e nuova
sull'accoglienza dei gay. Ha benedetto le 'unioni omosessuali'
di molti fratelli e sorelle, perché il sacramento
del matrimonio 'è sacramento in cui la prima
condizione è l'amore, che certamente anche i
gay sanno esprimere bene, poichè Dio li ha dotati
di capacità di amare e donare'. In don Barbero
la Comunità gay cristiana, ma anche quella laicale,
vede un punto di riferimento importante: per queste
stesse scelte profetiche e anticipatrici ha ricevuto
la sanzione canonica, promossa dal Vescovo di Pinerolo
mons. De Bernardi e comminatagli dall'attuale Pontefice,
della
'riduzione allo stato laicale'".
Centro Studi Teologici di Milano
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