“Cara Mina, per il mio ragazzo sono troppo gay”

Mina ha inaugurato la sua rubrica di risposte ai lettori su “Vanity Fair” e si è occupata con la consueta ironia del dilemma di un giovane gay

Cara Mina,
sono un diciottenne, felicemente gay. Da qualche mese ho una relazione con un uomo di 32 anni. Pensavo che con lui sarebbe stato diverso. Più grande, più responsabile, più sensibile. Credevo che, a differenza dei ragazzi più giovani con cui sono stato, avesse meno problemi con la propria omosessualità. Mi illudevo. I miei genitori e i miei amici lo conoscono e gli vogliono bene. Lui, invece, non vuole presentarmi ai suoi conoscenti, si vergogna a tenermi per mano in giro, dice che io sono troppo gay e che lui vuole vivere in maniera più riservata. Questo mi potrebbe andare bene se per riservata non intendesse nascosta. Cosa posso fare?

Marco, Milano

Bravo, Marco. Hai le idee chiare. Ma ci vuole una gran pazienza, una gran pazienza anche con le persone adulte. E se il tuo lui non è ancora pronto ad accettarti per come sei, devi solo aspettare, anche se poi, purtroppo, va tenuto presente che chi non ha coraggio non se lo può dare. Per lo meno, non tutto in un colpo solo.
By the way, mi piacerebbe conoscere la scala di gayeria del tuo compagno. Troppo gay, che cosa vuol dire? Che esci per strada con un cache-col di piume di struzzo? Che rubi i trucchi dalla trousse della tua compagna di banco? O forse che sei, magari ancora ingenuamente, contento di quel che sei?

Mina

Tratto da “Vanity Fair”n. 4, del 30/10/03

 
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