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La moda guarda
alle lesbiche anche per ispirare il nuovo design moda:
come non perdersi nell’universo del lesbo che
fa trend…
Secondo una recente inchiesta del Sunday Times in un
futuro, non troppo lontano la specie umana sarà
composta esclusivamente da femmine e grazie ai traguardi
della biogenetica sarà possibile procreare senza
l’aiuto del maschio. Di avviso decisamente contrario
Spike Lee, regista di «Lei mi odia» in cui
un giovane e brillante maschio afroamericano, attanagliato
da assillanti preoccupazioni economiche derivanti dall’improvviso
licenziamento, si vede costretto a trasformarsi in oggetto
sessuale come donatore di seme per un gruppo di lesbiche
disposte a tutto pur di avere un figlio. Fra di esse
spicca Monica Bellucci, che anche se lesbica non è,
interpreta un ruolo di donna molto femminile e consapevole
del suo ruolo indipendente e paritetico con lui, lungi
comunque dal modello della "Uoma" che la moda
e la pubblicità hanno imposto anche per questo
inverno come autentico archetipo.
Insomma è scoccata l’ora del lesbochic
anche grazie al ciclone Zapatero, il leader spagnolo
che ha diviso l’opinione pubblica mondiale sancendo
la piena legalizzazione delle coppie omosessuali e sfidando
così non solo gli anatemi delle gerarchie ecclesiastiche
ma anche di Bush Junior. E sicuramente nell’immaginario
porno erotico del maschio un accoppiamento fra due donne
è una delle fantasie più eccitanti. Ad
intuirlo sono stati fotografi come Helmut Newton e Bettina
Rheims, ma anche Terry Richardson e Mattias Vriens che
hanno ricreato nei loro scatti raffinati e voluttuosi
l’iconografia patinata di matrice saffica ribadendo
il principio secondo cui il maschio spettatore da dominatore
diventa dominato. Perfino Sharon Stone ha confessato
di aver avuto esperienze saffiche e Britney Spears ha
scambiato in pubblico dolci effusioni con Madonna, che
a sua volta in passato ha intrecciato un flirt con Sandra
Bernard. Negli Stati Uniti sulla falsa riga di situation
comedy come «Queer as folk» e «Will
and Grace» dedicate ai maschi gay, è arrivato
«The LWorld», il serial identikit televisivo,
ambientato a Los Angeles, della lesbica del terzo millennio
che, erodendo i vetusti luoghi comuni che la ritraevano
in canotta da camionista e sandaloni Birkenstock, veste
Prada e Paul Smith e indossa solo tacchi a spillo. Il
Lesboglam, che quest’inverno ha soprattutto in
Valentino e Dolce & Gabbana, ma anche nelle amazzoni
da tappeto rosso targate Gucci, dei convinti assertori,
riafferma una visione più positiva dell’omosessualità.
Enrico Maria Albamonte
Tratto da “Repubblica Affari
e finanza” del 29/11/04
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