Torna il bon-ton

Moda, il pubblico gay diventa sempre più un target importante commercialmente e dal punto di vista stilistico

E’ con la moda ‘per bene’ che i negozi in questo momento fanno cassa. Gli eccessi sembra si siano avviati verso la strada del tramonto. L’esibizione a tutti i costi è fuori tempo. Non va bene per le signore e lo rifiutano anche le ragazzine. E’ finito tutto quel look che abbiamo vissuto fino alle scorse stagioni, fatto di vestiti non chic, di cose molto pacchiane, molto hippy, tutte mescolate insieme. Sta tornando il look ‘signora’, lo stile bon ton. La conferma arriva da New York dove la scorsa settimana tutti i buyer internazionali erano in trasferta in occasione delle prime sfilate di questa stagione, che aprono il confronto con le proposte moda della prossima estate. Ritorna il bell’abito, la bella giacca, il taglio sartoriale. «In un momento di crisi, come questo, vince la sicurezza che uno stilista può dare con uno stile preciso — commenta Leonardo Cappannelli di L. A. Distribuzione, tra i più grandi distributori italiani nella fascia alta di prodotto — e vedendo queste sfilate a New York ne ho la conferma.

C’è un ritorno alla femminilità e allo chic. Abbiamo visto proposte interessanti fatte di begli abiti, bei tessuti e materiali nobili. Un esempio è quello dello stilista Derek Lam, tra i creativi giovani più interessanti di New York che ha fatto una collezione di abiti da sera, abiti lunghi in seta, da cocktail, di giacchine minute. Insomma in momenti di crisi come questo gli stilisti sono concentrati sul loro progetto e cercano di farlo al meglio». La regola vale già dalla prossima stagione invernale. Le donne ritornano ad un concetto di estrema eleganza. «Per quello che ci riguarda — spiega Cappannelli — la collezione che ha dato le maggiori performance di vendita presso le boutique è stata Chloè. Il che è indicativo di una tendenza perché è una collezione fatta benissimo, con materiali preziosi e una bella vestibilità. E tra l’altro era una delle collezioni più care che presentavamo in show room. Tanto per intendersi i pantaloni di Chloè sono in vendita al pubblico a 600 euro, le giacche sui 1700 euro, le camice di seta intorno ai 400 euro. Quindi si tratta di una fascia molto alta. Ma il prezzo in questo caso non ha inibito gli acquisti, visto che appunto è stata la collezione che ha riscontrato maggior successo presso i nostri clienti».

Quello di cui si va in cerca è il ‘superbello’. Si prosegue sulla strada che è stata quella di quest’estate, dove il look vincente era rappresentato da un top ricamato o stampato, sopra il jeans e sotto una bella scarpa sexy, con tacco alto e una bella borsa. Quest’inverno i negozi avranno in vetrina abiti veramente pregiati, con quella ricchezza non esibita, ma che si vede nei dettagli di un ricamo piuttosto che in una stoffa particolare o in un taglio ipersartoriale. Una per tutte valga la collezione di Prada, simbolo di una nuova strada di lusso ‘vero’, fatto con ricami e tessuti pregiati. Secondo chi è attento agli stili e alle mode Prada ha segnato più di tutti gli altri la strada dell’inverno che è alle porte. Ma mai come adesso vale una regola: non ci si veste da capo a piedi da uno stilista. Un classico è abbinare, per esempio, una giacca di Gucci, magari da 2000 euro, con un pantalone di H&M a 19 euro. Per quanto riguarda la moda maschile, rimane il fatto che in generale l’abbigliamento classico è crollato di interesse. Ma se il classico tradizionale è in crisi, si sta ritagliando sempre più spazio quello che viene chiamato ‘nuovo classico’, ma che, se non vuole rimanere invenduto, non deve superare certe soglie di prezzo. «Una delle collezioni che ho venduto molto bene è stata quella di Veronique Branquinho, una stilista belga. Gli stilisti belgi sono andati bene perché hanno un’ottima vestibilità e nell’uomo fanno molta attenzione al rapporto qualità prezzo» racconta il distributore milanese. Insomma il ‘classico più modaiolo’ sembra funzioni.

C’è tutta una schiera di giovani professionisti a cui piace vestirsi in modo nuovo. E non bisogna dimenticare il pubblico gay, una fascia sempre più presente nel mercato della moda. Rimane il fatto che comunque per l’uomo si vendono poche tipologie di cose. Anche per quest’inverno i tre capi più gettonati sono la giacca sfusa, il jeans e la "sneaker", scarpa sportiva. E l’abbigliamento che usa l’uomo in ogni circostanza della giornata. Va bene per lavorare e anche per uscire di sera. Niente di più funzionale, quindi. Indicazioni, queste, che non valgono solo per l’Italia, ma sono trasversali a molti di quei paesi che hanno consumatori che comprano nella fascia alta del mercato. «Mai come ora il mondo è uguale dappertutto. Prima c’erano differenze geografiche. Ora il mercato è trasversale — commentano gli operatori del settore — A differenziarsi un po’ è sempre il Giappone». Ma alcuni fenomeni funzionano dappertutto. Un esempio per tutti, e il più macroscopico delle ultime stagioni, è stato quello del jeans che è stato un boom in tutti i mercati.

Rosa Tessa
Tratto da “Repubblica – Affari e finanza” del 20/09/04

   
 
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