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Consegnati
i premi per le produzioni TV americane. E parte una
campagna pro-gay ed anti-Bush
Si sono conclusi domenica notte a Los Angeles i 56esimi
Annual Primetime Emmy Awards, i più prestigiosi
premi per le serie e gli show televisivi americani.
Condotti dal brillante Garry Shandling, assente da quattro
anni dalla cerimonia, gli Emmy di quest'anno hanno super
premiato la mini serie tv "Angels in America",
uno sguardo al rapporto che gli americani hanno avuto
con l'AIDS negli anni '80, tornata a casa con 11 statuette.
Scritta dal premio Pulitzer Tony Krushner e interpretata
da attori come Al Pacino, Meryl Streeep, Mary-Louise
Parker e Jeffery Wright, tutti premiati per le loro
interpretazioni, "Angels in America" ha anche
dato la possibilità al suo creatore di utilizzare
il discorso finale per polemizzare sui matrimoni gay.
"Ringrazio il mio fantastico marito Mark. Un giorno
potremmo sposarci legalmente e potrete fare di me un
onesto omosessuale" ha detto Krushner.
Questo è stato anche l'anno in cui, per la prima
volta, dopo cinque tentativi, la serie "I Sopranos"
ha vinto nella categoria Miglior Dramma, anche se ancora
una volta nessun premio è andato ai suoi protagonisti,
James Gandolfini e Edie Falco.
Tra le altre star premiate ci sono stati James Spader,
per "The Practice", e Sarah Jessica Parker,
per l'ultima stagione di "Sex & The City".
Il miliardario Donald Trump si è visto soffiare
l'award per migliot reality show da "The Amazing
Race", vincitore per il secondo anno di fila, al
posto del suo "The Apprentice".
Infine, grazie alla nuova procedura cautelativa che
prevede di mandare in differita di cinque minuti tutti
gli show live, meglio nota come la "precauzione
Janet Jackson", la 79enne cantante e ballerina
Elaine Stricht, si è vista sfumare il suo esagerato
discorso di ringraziamento per la miglior interpretazione
personale in un programma musicale.
Tratto da “Prima Comunicazione”
del 20/09/04
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