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Sesso e videogiochi.
Cocktail micidiale che non dimentica omosessuali, lesbiche,
transessuali e bisessuali. Una nuova moda…
La combine sesso e videogiochi non è certo una
novità. Già dodici o quattordici anni
fa, nell’era preconsole casalinghe, bastava entrare
in una fumosa sala giochi e, con un gettone da 500 delle
vecchie lire, ci si poteva cimentare con un puzzle virtuale
per scoprire pezzo a pezzo l’immagine di una donnina
più o meno discinta. Certo a ripensarci oggi,
quelle figure disegnate con gli occhi a mandorla e i
vestitini a fiori improbabili fanno quasi tenerezza.
Niente a che vedere, quindi, con quanto offre attualmente
il mercato dei videogiochi per adulti che, forti di
una definizione grafica al limite del realistico e complice
la privacy della propria casa, hanno molto più
seguito di quanto si pensi. E infatti le novità
non mancano. Per il prossimo aprile, per esempio, è
atteso 7Sins, il nuovo titolo della Atari. Si tratta
di un gioco "solitario", che libera il voyerismo
del giocatore e che, al contempo, lo stimola ad esplorare
le sue fantasie erotiche più ardite. Bondage,
sadomaso, tutto è permesso.
C’è chi grida allo scandalo. Negli Stati
Uniti, non a caso, è in discussione una legge
che impedisca ai negozianti di vendere ai minori di
18 anni simili intrattenimenti digitali. «Questo
genere di videogiochi spiega Paolo Iacono, amministratore
delegato di Atari Italia è in un certo senso
la risposta digitale ai reality televisivi, rispetto
ai quali però come tutti i videogame introduce
interattività e coinvolgimento in prima persona.
A tutela dei consumatori più giovani, c'è
poi già oggi una chiara indicazione PEGI in mostra
sulla copertina del gioco, che indica che il titolo
è consigliato ai maggiori di 16 anni».
Mentre il player di 7Sins consuma in solitudine il suo
erotismo, in Singles, al contrario, è la vita
sessuale di coppia, intesa nel suo senso più
ampio, ad essere messa sotto i riflettori. Dopo il successo
della prima serie, Singles sta infatti per tornare a
breve con un secondo capitolo dal titolo Cuori in affitto.
La coppia scoppia o, meglio si amplia, e si deve confrontare
con il dramma della passione per eccellenza: il triangolo
amoroso. Tra etero, gay e bisex, ovviamente. "Cuori
in Affitto", dice Sthepan Unser, consigliere delegato
di Koch Media, "tratta argomenti di forte attualità
come i rapporti tra le persone, l'innamoramento, la
vita di relazione con tutti i suoi piccoli e grandi
problemi". Sesso incluso.
Così, dati i tempi, per non correre il rischio
di restare indietro anche le conigliette di Playboy
si fanno virtuali e si adeguano. In Playboy The Mansion
il giocatore impersona il ruolo di Hugh Hefner, il fondatore
della rivista PlayBoy, assumendone le abitudini di vita,
festini compresi. Roba per soli uomini, si dirà.
E invece no. Come spiega Alberto Coco, direttore marketing
di Ubisoft, "sebbene il pubblico di riferimento
primario sia maschile, alcuni studi sostengono che verrà
giocato anche da moltissime donne, attratte dalla possibilità
di arredare la Villa di Playboy o soffermarsi sulle
interazioni sociali e amorose".
Francesca Tarissi
Tratto da “Affari e Finanza”
del 14/03/2005
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