Un affettuoso
ritratto del popolare attore scritto da Peter Boom
Nino l'ho conosciuto la prima volta quando dovevo interpretare
un barone tedesco per un carosello del caffè
Lavazza. Durante le riprese facevamo tante chiacchierate
e gli parlai anche del mio attivismo per la causa gay.
Si dimostrò subito apertissimo al riguardo e
mi disse che i suoi
grandi maestri erano tutti gay e che a loro doveva tanta
gratitudine. Dopo un certo tempo mi telefonò
e mi fece chiamare per un provino al Teatro Eliseo di
Roma. Mi piaceva molto il suo modo di lavorare serio
e rigoroso, il personaggio (lo zio americano) da selezionare
doveva essere "giusto" e corrispondere alle
esigenze del suo nuovo spettacolo teatrale "Viva
gli sposi". Vinsi il provino ed ebbi la grande
soddisfazione di lavorare con il grande Maestro ed altri
bravissimi professionisti del teatro Italiano. Una volta
stavo osservando da dietro le quinte Nino, che piangeva
abbracciato alla moglie (Giovanna Ralli), il pubblico
avvolto in silenzio commosso, e lui mi strizzava l'occhio
non rivolto verso la platea, in uno stesso momento riuscì
a far piangere la gente e fece ridere a me.
Parlavamo spesso e mi raccontò tante vicende
della sua vita, come quando da ragazzo fu introdotto
al sesso da una sua avvenente zia. A 15 anni era gravemente
affetto da tisi e sentì da dietro una porta chiusa
il medico che disse alla madre che gli restavano solo
pochi mesi di vita, faccenda che poi ispiro' uno dei
suoi film piu' belli "Per Grazia Ricevuta".
Il malatissimo Nino reagì al terribile morbo
e anzi ne trasse una forte voglia di vivere, conseguì
la laurea in legge, studiò Teatro con Orazio
Costa ed altri grandi personaggi ed iniziò una
carriera che lo rese famoso in tutto il mondo. E' difficile
essere famosi, la gente ti rincorre per strada per vederti
per avere autografi, favori e quant'altro. Nino per
questo aveva passato un periodo difficile e sull'apice
del successo voleva farla finita. L'amore e il sincero
affetto di sua moglie Erminia (la prima Miss Italia)
e' stato per lui la colonna alla quale poteva appoggiarsi
nei momenti difficili.
Spesso andai a trovarlo e parlammo delle nuove commedie
che stava scrivendo, commedie con problematiche omosessuali
per le quali voleva i miei consigli. Commedie scritte
in modo giusto e con mentalità aperta e che lui
avrebbe voluto volentieri interpretare. Gli parlai anche
del libro "Figli diversi" di Paola e Giovanni
Dall'Orto e mi ricordo che lui si commosse. L'ultima
sua commedia teatrale parla infatti di un ragazzo sicilano
che, convivendo a Roma con il suo compagno, riceve la
visita dei genitori che alla fine scoprono l'omosessualità
del figlio, capiscono e lo vogliono bene come e anche
più di prima.
Nella serie televisiva "Difetto di famiglia"
insieme con Lino Banfi, Nino fa la parte di un omosessuale
con una interpretazione che certamente avrà contribuito
ad aprire molte menti ed a togliere molti pregiudizi.
L'ultima sua interpretazione in "La luz prodigiosa"
(regia di Miguel Hermoso) lo vede protagonista nei panni
dell'anziano poeta omosessuale Federico Garcia Lorca
(vedasi la rivista Babilonia di febbraio 2004), un film
che ancora deve uscire in Italia. Nino, per i nostri
diritti civili, ha fatto più di noi per la nostra
causa, noi che per essa combattiamo da una vita.
Ieri ho chiamato al telefono Erminia, lui sta sempre
in ospedale, da pochi giorni non riesce più neanche
a dare segnali, forse non sente più il dolore
e guarda con i suoi occhi pieni di tristezza un passato
di infinita gloria. Il 22 marzo questo ariete dovrebbe
compiere 83 anni, speriamo che il suo soffrire finisca,
sicuri che la sua Arte rimarrà sempre nei nostri
cuori.
Peter Boom
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