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Ritorna in
televisione dopo due anni con uno dei suoi soliti show
strappalacrime… ed i gay si incantano a guardarla
È tornata. Ci ha fatto aspettare 2 anni interi,
ma adesso eccola di nuovo dagli schermi di Rai 1 a farci
piangere, sorridere. Esagerata come al solito, sopra
le righe in ogni suo atteggiamento, Raffaella Carrà
ricomincia da Rai 1 a regalare i sogni agli italiani,
realizzando piccoli e grandi desideri, ma comunque nella
maniera esagerata che la contraddistingue. Esagerata
nella risata, nelle pose (classica la mano sul fianco
sporgendo il bacino in avanti ed allungando l’altro
braccio ad indicare un perpetuo infinito che ci incantiamo
a cercare), nei complimenti ai suoi ospiti e nelle scenografie
dalle quali si fa circondare. Un mistero vero e proprio
che affascina anche e soprattutto i gay. Io per primo
mi ritrovo a guardarla facendomi trascinare dal vortice
del suo troppo: cosa che oggettivamente sarei capace
di criticare sempre e comunque, ma che quando si tratta
di Raffaella mi ipnotizza in maniera sensazionale.
Da anni icona omosessuale italiana per eccellenza in
compagnia di altre esageratissime donne come Mina, Loredana
Berté e Patty Pravo. Il gusto del troppo, dell’esagerato
ci coinvolge e ci affascina: chissà se qualche
antropologo ha mai deciso o pensato di studiare le icone
gay in Italia e di preparare una tesina del perché
tanto successo queste donne, talmente donne da essere
quasi delle Drag Queen, colpiscono l’immaginario
omosessuale in questa maniera.
La nuova trasmissione di Raffaella diventa quasi una
copia carbone delle sue ultime apparizioni in tv: niente
più sorprese, ma sogni, quindi non aspettare
che qualcun altro esprima il desiderio per te, questa
volta puoi essere direttamente tu a chiedere e la Raffa
Nazionale, nella sua immensa bontà, non avrà
problemi a dare.
In tutto questo eccesso e superfluo mi chiedo se e
quanti sogni di omosessuali sono arrivati alla redazione
del programma “Sogni”; immagino tanti considerando
il fascino perverso che da sempre lei esercita…
ma negli anni di trasmissioni partecipate dal pubblico
della Raffa non ricordo una sola volta un protagonista
dichiaratamente gay o qualcuno che avesse espresso un
sogno evidentemente gay. Allora il dubbio mi assale
e si trasforma in terrore: due sono le ipotesi. O siamo
tutti talmente timidi e poco visibili da non riuscire
ad esprimere un desiderio alla Raffa (non mi stupirebbe
per niente), oppure la sua redazione opera una censura
sistematica (e questo mi stupirebbe meno). Se così
fosse ci si spiega anche il perché dell’imbarazzo
che Raffaella aveva mostrato qualche anno fa quando
collegandosi con un teatro romano aveva scoperto che
una sua statuina feticcio in miniatura era oggetto di
arredo di una commedia apertamente gay. Che essere un’icona
gay per una abituata allo star system made in Rai sia
un problema insormontabile? Spero di no: ho tanto bisogno
di mitizzare qualcuno in questo periodo, e la Raffa
si presta così bene… il mio sogno? Non
toccatemi l’icona!
Piero Pirotto
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