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È
difficile per noi in questo momento anche solo pensare
a cosa scrivere in queste poche righe. Il 12 giugno
Emilia ci ha lasciato per sempre, ha finito la sua battaglia,
ma la sua morte non è la sconfitta.
Il virus dell'HIV ha segnato gli ultimi anni della
sua vita, anni di lotta per la difesa dei diritti delle
persone sieropositive, per il diritto alla salute ed
all'accesso ai servizi sanitari da parte di tutti. Anni
in cui sotto la sua spinta abbiamo cercato tutti insieme
di prevenire la diffusione di questo virus, un virus
che non attacca soltanto il corpo delle persone contagiate,
ma che ancora troppe volte attacca i rapporti sociali,
affettivi e che marchia indelebilmente chi ne è
afflitto.
Emilia è un pezzo importante delle storia di
ognuno di voi: storia personale e storia all'interno
di InformaGay. Per questo abbiamo deciso di salutarla
a modo nostro: una commemorazione laica di chi insieme
a noi ha deciso di impegnarsi per migliorare le cose,
per offrire servizi e per combattere la discriminazione.
Una festa, un ricordo, per condividere con chi la ha
conosciuta un lungo cammino fatto insieme: un modo il
più allegro possibile per salutare ancora una
volta la volontaria Emilia, la compagna Emilia, l'amica
Emilia. Per farlo abbiamo scelto una data: non una data
a caso, ma la giornata dell'orgoglio omosessuale, per
simboleggiare l'orgoglio che Emilia è sempre
riuscita a dimostrate ed ad insegnare a tutti noi.
Aspettiamo tutti coloro che avranno voglia di condividere
questo momento con noi |
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ALLA VITA
La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non é uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla é più bello, più vero
della vita.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
Nazim Hikmet
Vi invio una poesia che ho scritto
pochi giorni dopo la sua morte. Una promessa da mantenere.
Per Emilia
Ogni giorno ha il suo cielo
cui contrapporsi.
Sotto questo cielo noi siamo segni,
cicatrici ampie dell’universo…
forse isole atlantidi destinate a lasciare,
loro malgrado, una traccia…
oppure grotte da cui uscire
(domani) per raggiungere la luce.
Ogni cielo ha la sua cometa
che passa chiara per chi la sa leggere,
coda di polvere per occhi da incantare.
Oggi tu sei accanto a Sirio canicolare,
osservi le fontane zampillare,
presto salperemo
seguendo l’alba delle Pleiadi.
Forse ci invierai il corvo, ad indicare
il primo gradino su cui elevarci,
forse riprenderemo a navigare
quando sarà passato lo sconforto
di questa tempesta che tu, certo,
non volevi…
Paolo Castagno
In questi giorni ho ripensato a quanto mi ha insegnato
Emilia. Tante cose, ma una tra tutte: che la stupidità
è ovunque ma non bisogna abbassare la guardia.
La stupidità va combattuta, in ogni modo credibile.
va combattuta in ogni luogo, usando tutte le armi a
nostra disposizione. Perché la stupidità
va spesso a braccetto col pregiudizio e con la paura.
In tempi di crisi (e la Storia, che tanti pongono volentieri,
e comodamente, nel dimenticatoio, lo dimostra ampiamente)
la ricerca del capro espiatorio, dell'untore si fanno
sempre pressanti. Ritorna in questi giorni di nebbia
e di neve la proposta di schedatura dei sieropositivi,
seppure per "ragioni scientifiche e di ricerca".
Ritorna in questi giorni di freddo e di povertà
la voglia di revisionismo storico ed ideologico. Teniamo
alta la testa, e denunciamo con forza (quella che rimane,
finché ci sarà permesso) la stupidità.
E' un modo anche questo di ricordare degnamente Emilia.
Paolo
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